giovedì 7 maggio 2009

La lampada di Aladino

E' uno strumento prezioso, la lampada di Aladino...bisogna saperla usare, un pò come il computer, il web e...il resto. Ecco: bisogna trovare il modo di sfregarla, ma facendo uscire solo i ricordi degni di rivedere la luce. Cerco i comandi intorno alla bella e lucida lampada, quelli del 'cancella', 'torna indietro', 'salva', etc, ma mi accorgo che non ci sono pulsanti apparenti. Devo fare di necessità virtù e scoprirli a poco a poco dentro di me, dove sono stivati per default. 
Nella cartella 'immagini' vecchie foto lontane. Ma come faccio a farle uscire dalla Lampada? Genio aiutami tu! Ecco la Somalia, Mogadiscio, l'albergo 'La Croce del Sud' (se il nome ricordato è quello esatto); la Casa d'Italia: stantia, un poco fané dove però le spremute di pompelmo erano superbe: un bicchierone di succo e del ghiaccio...mi dicevano di non far mettere il ghiaccio: poteva essere fatto con acqua non proprio pulita. Ma ho sempre messo il ghiaccio nel bicchiere e probabilmente ho formato tanti di quegli anticorpi che le mie gite in Marocco e altri posti del genere non hanno conseguenze... nefaste sulla mia salute.
Attenzione Genio: stai mischiando i ricordi: i boschi di eucalipto sono ad Addis Abeba!!! Dal residence della Salcost vedevo e odoravo l'eucalipto sotto le mie finestre e un giorno vicino al periodo del Maskal, da quelle finestre, dopo tante lacrime di dolore, me ne sono sgorgate alcune di serenità: ricominciavo a vivere con il sole, l'eucalipto e il suono della Pavane Opus 50 di Gabriel Fauré. Quel che vedevo quel giorno dalla finestra mi è rimasto impresso per tanti lustri, ma si era dissolto...per default? Grazie Genio per averlo fatto uscire dalla Lampada, ma ti prego, non far uscire l'immagine dell'amico scomparso...ho ancora bisogno di metabolizzare..nella speranza forse vana che ricompaia così come sono i miei ricordi. 
Firuzeh

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